L’ALTRO CAMILLO:
ALLA SCOPERTA DEL CONTE INEDITO
Perchè “L’altro Camillo”?
Perché nella figura di Camillo Benso Conte di Cavour c’è un lato magari ai più nascosto o non molto chiaro: quello della sua grande capacità che lo ha portato ad essere un innovatore ed uno sperimentatore nel campo dell’agricoltura e della vitivinicoltura nelle Langhe, e precisamente a Grinzane.
Da queste due fondamentali caratteristiche nasce un percorso
che racconta il suo genio e la sua vita quotidiana.
Un percorso innovativo, composto da pannelli accompagnano il turista dalla piazza del paese fino all’ingresso del cortile del castello,
passando per lo splendido Belvedere sulle colline.
E’ il primo tratto di una strada immaginaria che unisce “L’Altro Camillo”, al Camillo politico raccontato nel Castello, e che si conclude nell’Enoteca dove,
nell’assaggio di un vino, finisce questo percorso ideale che apre
alla realtà ed all’importanza delle Langhe, Patrimonio Unesco dell’Umanità.
GRINZANE CAVOUR E
IL SUO CASTELLO

Il paese di Grinzane Cavour è uno degli undici paesi della Langa dove, da disciplinare, si può produrre il rinomato vino Barolo. Il suo nome rende omaggio a Camillo Benso Conte di Cavour che, per 17 anni, ne fu Sindaco (1832-1849).
IL CASTELLO: L’IMPORTANZA
Simbolo del Borgo è il suo maestoso castello, un’imponente costruzione in mattoni a vista, tra i più belli e meglio conservati di tutte le Langhe. Situato in una posizione dominante, è oggi di proprietà dei Comuni di Alba e Grinzane Cavour.
IL CASTELLO: LA STRUTTURA
Il castello è composto da corpi di fabbrica ben distinti, costruiti in epoche diverse. La torre centrale risale ai primi anni dell’XI secolo, il palacium alla metà del XIV secolo. La costruzione raggiunse lo stato attuale tra il secolo XIV ed il XV con la manica di torrette pensili.
IL CASTELLO: PATRIMONIO UNESCO
Dopo i restauri per Italia ’61 il maniero è tornato al suo antico splendore. Dal 2014 è monumento Patrimonio UNESCO ed è la sede della Enoteca Regionale Piemontese Cavour e del Museo delle Langhe in cui sono presenti cimeli appartenuti a Camillo Benso Conte di Cavour.
CURIOSITA’
Il paese di Grinzane nel 1916 è stato rinominato Grinzane Cavour in onore di Camillo Benso che ne fu Sindaco (1832-1849).
GRINZANE CAVOUR E
LE LANGHE

LE LANGHE: CHE COSA SONO?
Langhe è un termine celto-ligure che indica creste, lingue di terra. Siete nella Langa del Barolo che si è formata nell’ultimo periodo del Miocene (7-12 milioni di anni fa).
Un territorio unico, per la bellezza dei suoi paesaggi e per le tante eccellenze enogastronomiche da gustare.
LE LANGHE: PATRIMONIO UNESCO
I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe – Roero e Monferrato sono stati riconosciuti nel 2014 come 50° sito italiano UNESCO. Il castello di Grinzane Cavour è una delle Core Zone del sito Unesco, ed uno dei poli di maggiore interesse per la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo locale.
GRINZANE CAVOUR: BREVE STORIA
Il paese, di origine medioevale, è situato su una collina strategica e formato dal suo imponente castello e da un agglomerato di case ristrutturate ad inizio del XX secolo. Il suo maniero è da sempre un punto di riferimento importante per la storia del territorio.
GRINZANE CAVOUR: PUNTI DI INTERESSE
Il castello, il belvedere sulle Langhe, la chiesa Maria Vergine del Carmine con i dipinti del famoso pittore Paolo Gaidano, il sentiero panoramico nei vigneti sono i punti di maggiore interesse di un paese diventato famoso anche per le eccellenze enogastronomiche.
CURIOSITA’
I vigneti ai piedi del castello sul versante sud, sono oggi un centro di ricerca e sperimentazione per la viticoltura.
CAVOUR
LO SPERIMENTATORE

CAVOUR: L’ARRIVO A GRINZANE
Cavour arriva a Grinzane nel 1832 per amministrare le ingenti proprietà che la famiglia possedeva dal 1815 (quelle della Marchesa Vittoria de Sellon) e che fino ad allora erano state mal gestite. Il Conte allora decide di portare a Grinzane le più moderne metodologie agricole dell’epoca, applicate soprattutto alla viticoltura.
CAVOUR: LO SPERIMENTATORE
Il Conte è affascinato dalle innovazioni che aveva visto nel campo della viticoltura durante i suoi viaggi in Francia, Svizzera, Inghilterra. Decide così di impiantare nelle sue tenute (su circa 24 ettari) alcuni vitigni “stranieri” tipici della zona di Bordeaux, della Champagne e del Tokaj per valutarne la qualità.
CAVOUR: LA SUA “SQUADRA”
Dopo il fallimentare esperimento con i vitigni stranieri il Conte decide di valorizzare il vitigno autoctono Nebbiolo. Fu una grande intuizione. Ad aiutarlo in questa sua impresa furono il generale Paolo Francesco Staglieno e l’enologo francese monsieur Louis Oudart.
CAVOUR: L’INNOVATORE
A Grinzane venne introdotto l’uso dello zolfo che si rivelò molto importante nella lotta contro le malattie della vite. Oltre alla solforazione Cavour fu anche il primo in Italia a sperimentare con successo l’uso del guano importato dal Perù.Elementi importanti per la viticoltura di ieri e di oggi.
CURIOSITA’
Nel 1843 la Reale Accademia dell’Agricoltura premiò Cavour con la Medaglia d’Argento per le innovazioni apportate.
IL VITIGNO NEBBIOLO:
LA SFIDA DI CAVOUR

PERCHE’ IL NEBBIOLO?
Grazie al suggerimento del generale Paolo Francesco Staglieno e dell’enologo- commerciante francese Louis Oudart, Cavour valorizzò questo vitigno introducendo novità significative. Il Conte ne intuì le grandi potenzialità, facendo diventare il Nebbiolo un vitigno d’eccellenza.
IL VITIGNO NEBBIOLO
Conosciuto fin dai tempi dell’Impero Romano, le sue presunte origini si collocano nell’Italia nord-occidentale. E’ coltivato nelle Langhe su terreni in prevalenza marnosi e calcarei, e nel Roero dove i terreni sono più limo-sabbiosi.
UN VITIGNO PER DIVERSI VINI
Dal Nebbiolo, il più antico vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, nella zona compresa tra Langhe e Roero, si ottengono i seguenti grandi vini rossi: il Barolo Docg, il Barbaresco Docg, il Roero Docg, il Nebbiolo d’Alba Doc, il Langhe Nebbiolo Doc.
LA NASCITA DELLA CANTINA MODERNA
Viene creata la Tinaia (cantina) un locale apposito per la lavorazione dei vini, lontano da fonti di contaminazione esterne. Vengono applicate nuove tecniche sull’uva e sul vino: diraspatura, follature, fermentazioni controllate, frequenti travasi, conservazione in legno.
CURIOSITA’
Il nome Nebbiolo deriverebbe da “nebbia”: secondo alcuni per la pruina sugli acini, per altri per la sua maturazione tardiva in autunno al sorgere delle prima nebbie.
IL BAROLO
per CAVOUR

LA MODERNITA’ DEL BAROLO
Il Barolo per Cavour assume molteplici significati in ambito sociale, politico, economico e culturale. Un modo che anticipa la visione moderna di vedere il vino come rappresentante del territorio e dell’unicità del Terroir dove vengono coltivati i vigneti.
IL BAROLO E’ FIGLIO DEL TEMPO
Il Barolo è un vino che ha bisogno di tempo per maturare in cantina. Con Cavour si passa dalla produzione di un vino semplice, dolciastro, scarico di colore, ad un vino più strutturato, dai profumi e sapori ben distinti, dal colore rosso rubino, grazie anche ad un lungo invecchiamento.
IL BAROLO E’ AMBASCIATORE DEL TERRITORIO
Il Barolo rappresenta un nuovo modo di fare vino in chiave moderna: è il testimone di un territorio ben definito in cui viene prodotto. Ne incarna il Terroir cioè gli elementi distintivi che permettono di ottenere vini unici.
IL BAROLO E’ UNA GRANDE OPPORTUNITA’
Il Barolo ottenuto secondo le indicazioni di Paolo Francesco Staglieno e Louis Oudart viene utilizzato anche per avere un ruolo sociale, economico e politico presso le corti europee. Un risvolto strategico frutto della mente eccelsa di Camillo Benso.
CURIOSITA’
La più antica testimonianza sulla coltivazione del vitigno Nebbiolo nelle Langhe risale ad un documento del 1292.
LA RICETTA
DEL VINO

Quali sono gli ingredienti giusti per fare grande un vino?
Camillo Benso Conte di Cavour ha trovato quelli corretti, che oggi sono alla base della vitivinicoltura moderna del vino Barolo.
1. IL TERRENO, IL MICROCLIMA E L’ESPOSIZIONE
Il Vitigno Nebbiolo si esprime al meglio su colline con terreni unici che, grazie alle differenze morfologiche, rendono il vino vera espressione di quel determinato suolo. Il microclima e l’esposizione esaltano le caratteristiche del vitigno.
2. IL LAVORO NELLA VIGNA
La sapiente mano del viticoltore è un aspetto basilare fin dai tempi di Camillo Benso. L’introduzione di nuovi concimi e di tecniche di lavorazione innovative della vite hanno permesso di migliorare la produzione e la qualità del vitigno Nebbiolo.
3. LA CANTINA
La creazione di un locale apposito per la lavorazione del vino, l’attenzione all’igiene durante la fermentazione e la maturazione, l’introduzione di nuove tecniche e dei tini di legno pregiato, ed il ruolo della bottiglia di vetro, sono fattori che aumentano la qualità del vino.
CURIOSITA’
Il termine Terroir riassume terreno, microclima e esposizione: i tre fattori principali per la produzione del vino.